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LE TRAPPOLE DELLE BANCHE

Una delle cose che è sempre bene conoscere è il paniere (i più sofisticati dicono Basket), si tratta semplicemente della lista dei prodotti che DEVONO essere venduti dalla banca.

In sostanza la Direzione Centrale prepara un elenco e stabilisce i budgets per le singole filiali (insomma gli obiettivi da raggiungere), vale a dire quali sono gli strumenti finanziari che è conveniente vendere (NOTA: conviene alla banca non a voi ).

Spettacolari in questo senso furono le emissioni di strumenti come i Cd o certificati di deposito che furono inventati per vincolare i soldi dei clienti per un periodo di tempo (in genere da 3 mesi a 5 anni).

Peccato che i clienti non abbiano mai avuto un beneficio nel fare questo visto che non rendevano nemmeno quanto i titoli di Stato ed in compenso lo smobilizzo del proprio investimento (smobilizzare sta per disinvestire, ma il termine rende bene l'idea della pesantezza della situazione), si poteva fare solo alle condizioni della banca, al prezzo stabilito volta volta a piacer suo e spesso con una penale.

Dopo che i Cd sono stati massacrati della stampa finanziaria e dal fisco, hanno pensato bene di cambiargli nome in Obbligazioni Bancarie (della serie: compratevi i Bot che fate più bella figura, visto che l'impiegato è il primo a sapere che se vi comprate roba della banca siete alquanto bischeri, come dicono dalle mie parti).

Un'altra cosa della quale è sempre doveroso diffidare sono le Gestioni Patrimoniali.

Gpm è più chic, ma che si tratti di Gpm, fondi di fondi o che siano ribattezzati in altro modo la solfa è sempre la solita: sono più costosi dei fondi comuni tradizionali e non rendono certo di più.

Le polemiche sullo strumento nacquero per le "operazioni fuori mercato" o "fuori borsa", che nel caso in esame significa che ti rifilavano titoli del paniere di cui sopra (tanto i clienti non se ne accorgono), obbligazioni bancarie comprese, più commissioni per il servizio di gestione professionale offerto ....

Bene che vi vada vi troverete con fondi comuni, magari della stessa banca (oppure SGR, Società di Gestione del Risparmio, spesso e volentieri posseduta da una banca), ovviamente con commissioni aggiuntive (discorso analogo se vengono comprati fondi comuni di altri soggetti), senza contare la mancanza di trasparenza che è tale che confrontare i risultati delle Gpm delle varie banche è difficilissimo.

Sui conti correnti un pò di cose da dire ci sono, alcune banali come il fatto che quelli che comprendono i premi li offrono tutti tendenzialmente inutili se non a confondervi le idee e distogliervi dalle cose realmente importanti.

Altre cose invece sono più rilevanti, come il fatto che con magnanimità viene concessa a tutti la possibilità di andare in rosso (tecnicamente "scoperto di conto" o "tolleranza") ma se vi azzardate ad usare l'opzione venite stritolati.

Le parole importanti sono tasso a debito, chiusura trimestrale e commissione di massimo scoperto (e l'operazione Pattichiari ha lasciato la sostanza immutata anche nella gran parte delle banche aderenti).

Semplifichiamo il discorso partendo dall'inizio e dicendo che ci sono due tipi di interesse: a credito ed a debito.

Paradossalmente il primo, quello che viene pagato a voi, è una delle cose meno importanti: il conto corrente non è un investimento, bensì un servizio.

Non è importante che renda qualcosa ma che costi il meno possibile.

E' sbagliato lasciare il denaro sul conto, se si hanno disponibilità eccedenti le proprie esigenze temporanee è molto meglio cercare di investirle.

Della bizzarra idea che il conto corrente possa essere un investimento le banche approfittano promuovendo il loro conto che offre "un punto percentuale in più rispetto alla concorrenza" e, mentre il correntista salta di gioia, la banca varia le condizioni, leva il punto in più e aumenta le spese (che comunque sarebbero praticamente sempre bastate a mangiarsi di tutto di più, peggio della RAI).

Di conseguenza l'interesse a credito è poco importante (oltretutto è tassato al 27%).

Dovete, piuttosto, tenere sotto controllo alcune voci apparentemente incomprensibili che trovate sull'estratto conto.

In genere alla Commissione di Massimo Scoperto non date importanza anche perchè si presenta come un piccola cifra, stile: "Commiss. max scoperto: 1%".

In realtà può costarvi carissimo, si tratta infatti di una commissione che la banca applica sulla cifra massima raggiunta dal vostro Rosso (appunto, lo Scoperto).

Esempio classico: avete bisogno urgente di 10.000 euro ed usate lo scoperto del vostro conto serenamente perchè sapete che in pochi giorni potete ripianare il debito.

Peccato che la commissione scatti subito: anche se il debito dura un giorno, voi pagate l'1% sulla cifra massima, nella fattispecie i 10.000 euro che avete usato, per un costo di 100 euro.

Ma non c'è solo questo perchè anche un solo giorno di rosso fa scattare altre spese, come quelle di Chiusura Conto.

Al di là dell'attuale diversificazione delle caratteristiche dei conti correnti, una consolidata tradizione italiana sono le spese che la banca vi fa pagare per i conteggi di fine anno (appunto, le spese di Chiusura Conto): interessi maturati, numero di operazioni effettuate e similia, tecnicamente è la chiusura contabile riepilogativa.

Ma state attenti perchè se siete andati in rosso magari di 1 euro, la chiusura contabile diventa trimestrale.

Forse non sapete che lo Stato esige una piccola imposta di bollo annua per ogni conto corrente che viene prelevata direttamente sul vostro conto, solitamente in 4 rate.

Poniamo che per questo addebito da voi non previsto e che smonta i vostri calcoli per rimanere precisamente in pari, il vostro conto vada in rosso di 1 euro il 26 marzo, il 27 del mese vi viene accreditato lo stipendio e secondo voi tutto torna a posto.

Peccato che 1 euro di rosso, alla fine del trimestre, il 31 marzo, vi faccia scattare la chiusura contabile trimestrale per il calcolo degli interessi a debito.

Questi saranno insignificati su 1 euro ma l'operazione di per sè vi costa circa 25 euro.

Per inciso, la politica è intervenuta con l'intenzione dichiarata di eliminare, semplicemente, la commissione di massimo scoperto, anziché di renderla standardizzata e trasparente.

Con il risultato che questa è stata sostituita con altre commissioni, ancora più variegate ed incomprensibili.

Senza contare che, in sé, questa volta le banche italiane hanno le loro ragioni: un equivalente della Commissione di Massimo scoperto c'è quasi ovunque.

La differenza è proprio nella standardizzazione e trasparenza degli altri paesi.

Dopo l'intervento della politica la situazione è peggiorata, anziché migliorare.

Giorni di valuta

Un'altra cosa che pochi controllano sono i giorni di valuta: quando versate un assegno sul conto la cifra non è subito disponibile e pronta per essere usata.

Nella realtà possono passare diversi giorni prima che il denaro da voi versato sia effettivamente accreditato sul conto.

Quando versate l'assegno, il denaro vi sarà versato materialmente solo dopo aver verificato che chi ha emesso l'assegno abbia per davvero i soldi per pagarvi.

La banca in cui avete effettuato il versamento lo invia a quella del/della correntista, questa controlla che lui/lei disponga dell'importo e, nel caso, dà l'ok.

I giorni per questa verifica sono per l'appunto i cosiddetti giorni di valuta.

Ovviamente le banche se la prendono molto comoda, arrivando fino a 8 giorni lavorativi (quindi più i sabati e le domeniche).

La cosa aveva un senso quando i trasporti si effettuavano a dorso di mulo attraversando zone senza strade e con il pericolo del brigantaggio, peccato che oggi ci sia l'informatica e che la larghissima maggioranza degli assegni abbiano importi troppo bassi per essere inviati materialmente, cosicchè la procedura di verifica viene effettuata tramite computer, cioè in tempo reale.

Tuttavia, quando versate l'assegno dovete aspettare la fine dei giorni di valuta.

Solo allora, infatti, matureranno gli interessi a vostro credito.

Peraltro fino a quella data non li potete usare perchè, in pratica, non li avete.

E se lo fate andate in scoperto di valuta (con commissioni di massimo scoperto od assimilabili e spese di chiusura di cui sopra).

Giacchè le verifiche richiedono un tempo molto minore, cosa fa la banca con i vostri soldi?

Elementare, li usa per i suoi affari come i prestiti, magari ad un'altra banca, visto che i prestiti a brevissimo termine (anche un singolo giorno) sono pratica comune nel mercato interbancario.

Per contro, quando siete voi ad emettere un assegno, la banca sottrae subito la somma dal conto: lo fa a partire dal giorno indicato sull'assegno e non importa se il beneficiario si presenta ad incassarlo parecchio tempo dopo.

A lungo il numero di giorni di valuta sui versamenti che vi viene rifilato è dipeso dalla provenienza dell'assegno, tecnicamente si diceva "su piazza" o "fuori piazza".

Su piazza sono emessi da banche dello stesso comune di quella di cui siete correntisti, mentre i fuori piazza sono emessi da banche di un altro comune, questo perché seguendo la logica del dorso di mulo ci vuole più tempo a riceverli.

Questa distinzione è abbastanza datata e superata da un nuovo concetto: "su banca" o "fuori banca", vale a dire emessi da una qualsiasi filiale del vostro istituto oppure da uno concorrente.

Questo ha aumentato i giorni di valuta media per tutti, infatti potete versare un assegno di una banca concorrente alla vostra che si trova a 50 metri di distanza e scattano ugualmente i giorni di valuta come se si trovasse dall'altra parte del pianeta (il mulo faceva molto prima).

La questione dei giorni di valuta può sembrare una cosa formale o non molto importante, ma sono accadute anche cose pesanti.

Vediamo di chiarirci con l'esempio di un cliente chiamato dalla banca per regolarizzare la sua posizione.

Il cliente aveva un rosso di 200.000 euro (cifra tonda per semplificare) perchè aveva venduto casa una settimana prima, era stato pagato con l'assegno da 200.000 euro e si era precipitato a versarlo nella sua banca.

Non sapendo cosa fossero i giorni di valuta era convinto di avere sul conto i 200.000 euro, come "certificava" la ricevuta del versamento, per cui il giorno dopo aveva concluso l'acquisto della nuova casa versando a sua volta un assegno da 200.000 euro.

Il problema è che non aveva ancora quella somma (che gli sarebbe stata accreditata solo diversi giorni dopo) e quindi era andato in rosso.

A completare il disastro, quello che aveva ricevuto l'assegno si era a sua volta precipitato a versarlo alla sua banca, salvo sentirsi comunicare dopo due giorni che l'assegno era scoperto e far partire la denuncia per truffa ed emissione di assegni a vuoto, che peraltro bloccò la compravendita della casa.

Oltre a questo scattò la commissione di massimo scoperto (1% su 200.000 euro quindi 2.000 euro).

Poichè si era a fine trimestre e l'accredito sarebbe scattato solo in quello successivo, la commissione fu conteggiata due volte, visto che risultava debitore in due differenti trimestri, per un totale di 4.000 euro.

In aggiunta ci furono da pagare gli interessi del 10% sui 200.000 euro per 12 giorni di scoperto (quando c'è da pagare contano anche il sabato e la domenica): 657 euro a cui andavano aggiunte le spese di chiusura conto dei due trimestri a debito: 50 euro.

Totale: 4.707 euro buttati via.

Vedete di non cadere in errore neanche quando disinvestite un Fondo o vendete un titolo per esigenze di liquidità perché in questo caso, talvolta, si parla di "giorni di regolamento" e la logica è la stessa: la disponibilità sul vostro conto non è immediata.

TESTIMONIANZA SULLE BANCHE